sabato 13 aprile 2019 - 09:47
TEAM ANALYSIS SUL VENEZIA
scritto da Piero Colangelo
ALLENATORE UEFA B
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Non si possono non condividere le dichiarazioni di Grassadonia alla vigilia della partenza per Venezia quando afferma che se il Foggia sarà in grado di mettere in campo lo stesso atteggiamento determinato ed aggressivo della squadra veneta, potrà indirizzare la partita a suo favore potendo contare su di un tasso tecnico indubbiamente superiore rispetto all’avversario.
Chiamato a salvare la squadra, dopo che Zenga aveva cercato di dare un’impronta maggiormente propositiva al gioco dei veneti, Cosmi è tornato all’antico rispolverando i principi di gioco tanto cari a Pippo Inzaghi e che avevano permesso alla squadra di venir fuori dal pantano della C e mostrarsi come una delle realtà più interessanti dello scorso campionato di B.
Zenga aveva richiesto ai suoi giocatori un maggior possesso palla in modo da alzare più avanti il baricentro, inserendo in prima squadra alcuni calciatori bravi anche dal punto di vista tecnico, in particolare i centrocampisti Segre e Zennaro (00). Ha poi cercato d’incrementare le potenzialità offensive giocando alcune volte con Vrioni e Di Mariano punte, sostenute sulla trequarti dall’ex Frusinate Citro. Si è così vista una squadra più brillante e spettacolare ma non altrettanto capace di portare a casa risultati positivi e nel calcio, si sa, contano in primis i punti.
Il pragmatico Cosmi è così ritornato all’antico, mettendo in campo una squadra che non concede spazi agli avversari grazie alla grande concentrazione di calciatori soprattutto nella zona centrale ed intermedia del campo, rinuncia al pressing alto, ma ricerca costantemente le transizione offensive sfruttando soprattutto la velocità di Di Mariano e dei due quinti Lombardi e Garofalo.
Cosmi dovrà fare a meno si Segre (squalificato) e (Bentivoglio) e con ogni probabilità presenterà un centrocampo tutto muscoli e poco fosforo con Schiavone, Pinato e Suciu a presidiare la zona centrale del campo.
Più qualità è certamente presente sulle fasce con il ritorno, dopo un serio infortunio, dell’esperto ed affidabile Garofalo sulla sinistra, mente sull’out opposto agirà Lombardi . Il calciatore, scuola Lazio, lo scorso anno ha fatto esperienza in serie A con il Benevento. Non più giovanissimo, si dimostra senza dubbio in elemento molto interessante tanto da risultare tra i più positivi dei veneti nelle ultime partite. Ottimo il suo dinamismo e puntuali sono gli inserimenti offensivi, mostra anche buone qualità tecniche.
Nonostante i 36 goal subito sino ad ora incassati, il reparto difensivo rimane quello più affidabile della squadra. I trentanove anni di Domizi sono riscontrabili solo sulla sua carta d’indentità, la grinta, l’impegno e la concentrazione sono quelli di un ragazzino. Unanimemente definito “ l’elemento chiave” della squadra per caratteristiche tecniche, di esperienza e personalità della squadra. Bruscagin, dopo aver fatto per un lungo periodo il quinto di centrocampo, è stato riportato da Cosmi nel suo ruolo originario di difensore centrale Non vi è dubbio che Modolo, Domizi e Bruscagin, rappresentano un trio di difensori centrali che rendono la vita difficile a qualsiasi squadra che voglia sfondare la difesa del Venezia nella zona centrale della sua area.
Non servono nemmeno le statistiche per individuare nell’attacco il punto debole della squadra. Purtuttavia la media di 0,84 goal a partita la dice lunga sulle difficoltà di questa squadra di andare a rete. L’attacco, rispetto alla scorsa stagione, è stato completamente rivoluzionato. Non ci sono più Moreo, Marsura, Litteri, Geijo e, se si esclude Di Mariano, l’apporto dei vari Bocalon, Citro e l’italo albanese Vrioni è stato finora al di sotto delle aspettative.




Piero Colangelo
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