sabato 3 novembre 2018 - 08:15
TEAM ANALISI SUL BRESCIA
scritto da Piero Colangelo
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

Si ritorna in campo dopo l’ennesimo turno infrasettimanle che, a mio parere, droga e non poco questo campionato di B con risultati a sorpresa che spesso non rispecchiano il valore effettivo delle squadre. Poche società hanno investito per un organico attrezzato per effettuare un turnover che permetta alla squadra di non abbassare la qualità del suo gioco e gli stessi equilibri tattici. L’auspicio è che, con la riduzione del campionato a venti squadre, vengano sempre più ridotti i turni infrasettimanali, che non fanno che determinare spalti sempre più desolatamente vuoti e spettacoli, il più delle volte, non all’altezza della categoria.
Tra l’altro, il riposo previsto alle decima giornata per il Brescia ha agevolato non poco la squadra lombarda che ha potuto preparare al meglio la trasferta in terra pugliese, potendo contare anche sul recupero ormai certo del suo bomber principe, Donnarumma.
Si affronta un Brescia che punta senza mezzi termini quantomeno ai play off se non addirittura alla promozione diretta e se non fosse stato per l’avvio incerto, a cui la società ha posto tempestivamente rimedio insediando sulla panchina delle rondinelle l’ottimo Corini al posto dell’inesperto Suazo che era riuscito a racimolare solo due punti nelle prime tre giornate, probabilmente sarebbe tra le squadre di testa.
A dire il vero, lo stesso Corini non è che abbia cambiato granché per quanto riguarda l’impostazione della squadra. L’1-4-3-1-2 resta il sistema di gioco basico della squadra, costruita in estate con calciatori bravi ad interpretare un gioco votato all’offesa, a ciò va però aggiunto che il tecnico, discepolo di Giampaolo, ha restituito alla squadra maggiore equilibrio, tanto che quando si trova in fase di non possesso il trequartista va ad aggiungersi alla linea dei centrocampisti, passando così ad un 1-4-4-2, con le due punte che restano comunque sempre sopra la linea della palla. Nel dettaglio anche i numeri confermano che si parla di una squadra a “trazione anteriore”, con calciatori dalla mediana in su maggiormente portati a costruire piuttosto che a difendere. Lo testimoniano le 16 reti realizzate, mentre 12 sono quelle subite, nonostante che per alcune partite abbia fatto a meno di Donnarumma.
Analizzando l’attacco, questo appare di primordine, e non solo perché a guidarlo c’è Donnarumm. Il Brescia può contare anche su Torregrossa, certamente un attaccante centrale di movimento tra i migliori che calcano i campi della serie cadetta e di quel Morosini, cresciuto proprio a Brescia che ,se non fosse stato perseguitato da una sequela interminabile di infortuni, alcuni dei quali davvero seri, probabilmente giocherebbe nella serie superiore. La abilità tecniche del calciatore sono fuori discussione, se trovasse la necessaria continuità diventerà l’arma in più di questa squadra che confida molto nell’esplosione del ragazzo per il raggiungimento degli ambiziosi obiettivi che si è prefissata.
Morosini si dimostra, al momento, la punta più pericolosa dello scacchiere bresciano,più dello stesso Donnarumma, poiché non dà punti di riferimento. Di solito parte da centro destra per poi convergere verso il centro e spesso e volentieri si fa trovare pronto per la conclusione dalla media e corta distanza, fuori linea rispetto a chi è deputato a marcarlo. Lo testimonia lo score di quest’anno, solo 336 minuti giocati e 4 gol messi a segno.
Un lusso sono anche le riserve , infatti il Brescia può contare sulla qualità di Tremolada e la destrezza di Spalek in verità piuttosto in ombra quest’anno.
A centrocampo, sia Ndoj, che Bisoli sono in grado di ricoprire anche il ruolo di trequartisti, comunque hanno forza e gamba per fare una buona fase difensiva. Completa il reparto il gioiello Tonali, un calciatore destinato a grandi palcoscenici e già capace a in grado di conferire personalità e ritmi di gioco al reparto.
La difesa è orchestrata da Gastaldello, garanzia di esperienza e fisicità e da Romagnoli, mentre sugli esterni operano Curcio e Sabelli. Il secondo meno offensivo del primo e che, come Romagnoli, non ha fatto quel salto di qualità che avrebbe permesso di trovare un posto stabile nella serie maggiore.


Piero Colangelo
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