martedì 9 ottobre 2018 - 15:38
TEAM ANALISI SULL’ ASCOLI CALCIO 1898
scritto da Piero Colangelo
Match Analyst SICS
Osservatore Scout R.O.I.

I circa diecimila spettatori presenti allo Zaccheria non si sono certo annoiati durante l’incontro di calcio Foggia – Ascoli, una partita in cui il risultato è rimasto in bilico sino alla fine con i satanelli che hanno ribaltato lo svantaggio iniziale, per poi farsi raggiungere e , quando sembrava che l’Ascoli potesse addirittura far sua la partita, segnare il gol che ha sancito il risultato finale.
Per comprendere lo svolgimento dell’incontro non si può non partire da come i due tecnici hanno preparato la sfida.
Il tecnico Vivarini, dimostrando anche in questa occasione di essere un tecnico di spessore, ha deciso di stravolgere parzialmente la formazione optando per uno schieramento che rinunciava al dinamismo e la qualità di Frattesi ed al gioco elegante di Roseti per indirizzare le sue scelte sulla potenza fisica sgraziata di Addae e il lavoro oscuro di Beretta che non sarà mai un bomber prolifico ma che non è secondo a nessuno per impegno e combattività. Per avere maggiore copertura sulle fasce ha poi preferito il giovane Quaranta, un centrale difensivo, ad altri calciatori con meno capacità d’interdizione.
Dall’altra parte Grassadonia ha risposto preferendo Gerbo a Zambelli per le doti del primo maggiormente offensive.
Si sono così potuti ammirare due impianti di gioco altamente funzionali ma sostanzialmente diversi, dove la maggiore fisicità si scontrava con un’ indubbia migliore abilità di palleggio. Alla fine, indipendentemente dai colori per i quali si tifa, è bello constatare che la qualità e l’intelligenza calcistica hanno prevalso sul gioco atletico.
Come non considerare da manuale del calcio il secondo gol, la cui preparazione farebbe la gioia di tutti i seguaci del Guardiolismo. Sei tocchi di prima, senza che l’avversario toccasse palla, prima del tiro Busellato.
Vivarini, aveva studiato la partita sapendo che il Foggia riesce a sviluppare il suo gioco migliore per vie esterne, ha così cercato di creare con i suoi uomini superiorità numerica in zona palla sull’out, così facendo nasceva la necessità che l’esterno opposto entrasse nel campo per non creare scoperture nella zona centrale. Ne conseguiva che Kragl e Gerbo finivano per ritrovarsi liberi da marcature e se il palleggio del Foggia riusciva a superare la pressione degli avversari si creava l’opportunità di servirli con la palla incrociata. Sono stati spesso proprio questi cambi di campo a mettere in difficoltà la fase difensiva dell’Ascoli che sino alla partita con il Foggia aveva subito soltanto quattro reti.
Nel secondo tempo la prevedibile maggiore freschezza atletica dell’Ascoli ha finito per prendere il sopravvento, ma grazie alla capacità di sofferenza del Foggia ed alla legge sempre valida del calcio secondo la quale spesso la differenza la fanno la qualità dei calciatori , il perfetto cross di Kragl ha determinato la realizzazione della rete foggiana.
La terza vittoria consecutiva non deve però far dimenticare che questa squadra soffre in modo eccessivo i cross avversari anche a difesa schierata, permettendo così agli avversari di centrare la porta con troppa facilità addirittura al centro dell’area di rigore.
A mio parere, la rinuncia al miglior colpitore di testa della squadra, Tonucci, è un lusso che questo Foggia non può permettersi.


Piero Colangelo
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