mercoledì 11 luglio 2018 - 16:50
Zambelli: “Felice del rinnovo. Dimostreremo sul campo chi siamo”
Ecco le parole di Marco Zambelli in conferenza stampa:

“Sono contento di essermi meritato sul campo la riconferma nel Foggia ed ho grande voglia. La società ed il direttore hanno dimostrato di volermi ancora e sono contento di aver rinnovato per due anni. Vogliamo dimostrare non solo sul campo ma anche dal punto di vista caratteriale chi siamo.

Sappiamo che c’è la penalizzazione ma so che l’anno scorso abbiamo fatto un gran ritorno mettendoci alle spalle tutti i problemi all’esterno dello spogliatoio, e la stessa cosa dovremo fare quest’anno. Servirà essere bravi in campo e giocare bene, ma anche uomini e persone che credono di poterlo fare, sia tra gli esperti che tra i giovani. Chi è qui e chi arriverà sarà perché ci crede. Questo sarebbe il minimo da offrire a questa piazza e chi ha lavorato in questi mesi mettendo il massimo.

È bello partire dal ritiro perché è un periodo importante dal punto di vista fisico e per conoscere l’allenatore nuovo, oltre ad essere da preparazione per la stagione. Per me è importante soprattutto dopo i sei mesi di inattività del passato campionato e voglio dare il massimo in questi giorni.

Non ho capacità balistiche o tecniche per fare la differenza magari in zona gol, ma voglio essere quello del finale della scorsa stagione e per essere così bisogna lavorare e mettere la massima dedizione. La carriera e quanto fatto prima conta poco, bisogna sempre dimostrare di essere ok. Ho firmato due anni e l’ho fatto perché voglio dare una mano fino in fondo alla causa Foggia, se non mi sentissi pronto non avrei firmato. Era già stato pattuito a parole con il ds Nember ed è stato un insieme di situazioni e momenti. Le cose difficili sono anche più belle. Qui ho incontrato persone che ruotano intorno alla società che non lo fanno solo per lavoro ma che lo fanno con passione, cuore e sofferenza. Mi piacerebbe tornare un giorno e dire di aver dato il massimo ed aiutato le persone a raggiungere i propri obiettivi.

Con Grassadonia ho lavorato ancora poco ma posso dire di aver trovato un allenatore che lavora sugli stessi concetti difensivi e ci richiede un’attenzione particolare verso i particolari, il lavoro di linea e di reparto. Il mister ha detto che potrà proporre qualsiasi cosa ma la differenza poi la faremo noi con la nostra unità di intenti.

Quando un modulo porta risultati di solito non si cambia perché magari porta sicurezze e certezze. Da giocatore ti dico che la possibilità di lavorare su diversi moduli sia importante per la crescita di un calciatore. Inoltre è importante avere un allenatore che possa avere la capacità di cambiare nei momenti di difficoltà.

Credo di poter migliorare ancora sotto tanti aspetti, sia tecnico che tattico, ma anche verso lo spogliatoio ed i compagni. Non mi piace essere solo un calciatore. Quando vedrò che qualcosa di questo verrà meno, forse cambierò strada e cercherò nuovi stimoli.

Credo che il campionato sarà livellato come gli anni scorsi. Scenderanno squadre dalla Serie A che potrebbero avere valori diversi. L’anno scorso però l’Empoli all’inizio ebbe diffiicoltà prima di riprendersi e vincere il campionato. Credo che anche quest’anno il campionato sarà combattuto e ci saranno pochi punti tra zona play-out e play-off.

Abbiamo vissuto la situazione del Foggia cercando di leggere i siti locali e capire la situazione meglio. C’era preoccupazione perché l’anno scorso credo abbiamo cominiciato a gennaio qualcosa di importante che vorrà avere seguito nel tempo. Lo dico da tesserato ma avevo lo stesso sentimento anche prima di firmare. Mi sarebbe dispiaciuto se le cose fossero andate peggio di quello che è ora. Dobbiamo guardare avanti con entusiasmo, anche perché senza sarebbe inutile partire.

Ebbi una penalizzazione di meno 7 nel Brescia ma la ricevemmo a marzo e ci uccise. Probabilmente averla all’inzio è meglio di averla in corso d’opera, anche se ovviamente sarebbe meglio non averla e basta. Credo che parlarne possa protare idee negative. Sarà una montagnetta in più da scalare. Sappiamo che potrebbe essere rischioso psicologicamente, quello che chiediamo è vicinanza a prescindere da tutto, anche se so che non è facile e che i risultati aiutano, ma questo non è un anno come gli altri e ragionare come in passato non sarebbe utile. Dovremo affrontarlo in maniera diversa sotto qualsiasi ambito per raggiungere l’obiettivo comune della salvezza”.

Armando Borrelli
(arbo93@gmail.com)
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